domenica 15 febbraio 2009

ADDIO BUJARÌ!!!

Da 7 anni dal mio arrivo a Rio Branco nel settembre dell'anno 2002, faccio il mio servizio pastorale nella Diocesi di Rio Branco. Mi fu assegnato il compito di accompagnare le Comunità di due grandi aree della periferia della diocesi: ciascuna composta da

 20 e 30 Comunità. Alla fine dell'anno 2005, fui chiamato a fare solo il

 mio servizio pastorale nell'Area rurale e foresta della Comunità di Bujari . Io fui molto contento di essere sgravato da un servizio molto pesante, perché la visita alle varie Comunità 

mi costringeva continuamente a percorrere strade di terra e di fango, compromettendo la mia resistenza  fisica, anche se ero già abituato per l'esperienza di camionista negli anno passati.  Cominciando ad accompagnare la Comunità di San Giovanni Battista di Bujari, cercai di realizzare vari progetti per creare il centro parrocchiale, la segreteria, e due stanze per la mia abitazione. Così piano piano,si portò a compimento la costruzione del Centro parrocchiale. Ma la chiesa cominciava ad essere molto piccola perché la popolazione aumentava rapidamente di giorno in giorno. Era una piccola chiesetta costruita 30 anni fa'.  Era vecchia e  aveva molto bisogno di essere ristrutturata, perché era in pericolo di crollare. Allora cominciai a pensare di costruire la nuova chiesa parrocchiale. Era un sogno ! Ma nella mia mente volevo in tutti i modi realizzarlo. Quando fui ricoverato in ospedale a Rio Branco per una dolorosa “artrite reumatoide”, che per 23 giorni mi fece molto soffrire. Durante una delle notti insonni per il dolore, sognai che ero ritornato a Bujari e entrai nella nuova Chiesa, tutta perfettamente costruita, per celebrare la messa. Sì! Fu un sogno!  Ma io volevo che quel sogno tornasse realtà. Per questo che mi impegnai

 economicamente con un mio contributo personale alle spese per la realizzazione della Chiesa. Nel frattempo il vescovo di Rio Branco volle che questa Comunità di Bujarì diventasse parrocchia. Così nell'occasione della celebrazione della festa del PatronoSan Giovanni Battista” il 24 giugno del 2006  Dom Joaquin la  proclamò Parrocchia, con una solenne celebrazione,  fui  nominato il primo parroco di questa nuova parrocchia e mi consegnò simbolicamente  la "Chiave della chiesa". E ora .!? Arrivato all'anno 2008 il Vescovo mi ordinò di lasciare la parrocchia, per assumere un altro servizio. Quando mi ordinò di fare il mio servizio

 nella Zona Tansacreana insieme alla Zona di “Porto Acre”, mi sentii perso e preoccupato per questo nuovo servizio per me e per la mia età molto difficile. Non avrei avuto la forza di farlo per le grandi distanze e per le difficoltà delle strade di terra e fango. In quei giorni, riflettendo a lungo e passando anche diverse notti a pensare quale decisione prendere. In un primo momento decisi di ritornare a Lucca definitivamente. Ma io  volevo terminare questo mio servizio missionario alla fine del 2010 per ritornare a Lucca e celebrare il 50° anniversario della mia ordinazione sacerdotale nella piccola chiesa della parrocchia , dove sono nato, dove sono stato battezzato, dove ho fatto la mia prima comunione e dove ho celebrato  la mia prima 

 Messa il 29 giugno 1961.  Dopo alcune settimane fui chiamato a prestare il mio servizio solo nelle due parrocchie di “Porto Acre” e “V” dove due Diaconi permanenti accompagnano le comunità delle 2 parrocchie. In quel momento ho pensato di tentare questa nuova esperienza.  Perché tutto è nuovo: ambiente nuovo, persone nuove, Parrocchie e Comunità nuove. Non è facile per la mia età dover ricominciare tutto da capo. Mi da una grande preoccupazione e al pensiero mi sento un poco perso!  Dire “Addio a 

Bujarì” non è stata una cosa facile, dopo 3 anni che abitavo in quella parrocchia, dove ora cominciavo a conoscere tutti. Fui investito di una profonda tristezza al pensiero di dover abbandonare questa “Comunità”, dove avevo trovato un luogo tranquillo, circondato da amici e gente molto accogliente e disponibile a una generosa ospitalità. E la “Chiesa parrocchiale?”Tutti i giorni guardavo quella chiesa in costruzione, pensando : “Quando si potrà terminare?

”Nella metà dell'anno 2008 siamo stati costretti a fermare il lavoro per mancanza di denaro. I fondi erano esauriti! Si pensava di completare la costruzione del prossimo anno 2009. Ma ahimè! Tutto quello che era un sogno svanisce nel mio pensiero. Nel mese di gennaio di questo anno ho dovuto togliere tutto quello che avevo comprato per ammobiliare le mie 2 stanze. Ho regalato un poco' qua e un là agli amici quello di cui potessero aver bisogno. Ora sono ritornato ad abitare nella casa Parrocchiale a Rio Branco, insieme a Padre Massimo Lombardi e Padre Luigi Pieretti,  Missionari di Lucca che fanno il servizio pastorale insieme a me nella Diocesi di Rio Branco.  Poiché nelle 2 nuove Parrocchie non c'è una casa dove abitare , tutte le settimane devo partire da Rio branco e percorrere 45-60 km. per visitare e celebrare nelle comunità delle 2 parrocchie. Questo cambiamento, ha provocato molta fatica fisica e morale, perché mi ero ben ambientato

 e ero contento di fare il mio lavoro in quella Parrocchia, anche se spesso nel periodo delle piogge ero costretto camminare a piedi per 3 -4 km. per visitare le comunità della Zona rurale, comprese  le comunità lungo il “Rio Antimarì” navigando per 3-5 ore di canoa. Spero di potermi abituare in questa esperienza nuova e servire questa Chiesa di Rio Branco fino alla fine del prossimo anno 2010. Confido  nel  Signore  e chiedo coraggio, volontà e costanza per continuare a servirlo nei miei fratelli nella fede.  Voglio invocare la luce dello Spirito Santo, perché mi accompagni e  illumini il mio cammino. per questo ho confidato in Lui e sono certo che mi aiuterà.


Bujarì 08 febbraio 2009   


mercoledì 11 febbraio 2009

ULTIMO VIAGGIO!!

Ultimo viaggio nel Rio Antimari

Alla fine dell'anno 20008 stava per terminare il mio servizio nella Parrocchia di Bujarì, perchè il vescovo Dom Joaquin mi ha comandato di spostarmi e  di assumere un servizio in due parrocchie in località “VE” e “Porto Acre”.  Ho voluto fare l'ultima visita 

a una Comunità che si trova lungo il Rio Antimari. La comunità Santa Rita è stata quella che ho amato di più. Donna

 Rita da molti anni sta guidando la comunità con molto impegno, accompagnando il cammino di catechesi, specialmente ai genitori per il battesimo dei propri figli, per la prima comunione e la Cresima. È stimata e ascoltata in ogni momento che presiede il Culto alla domenica

  o insegna i canti per animare la liturgia. Ogni volta che arrivo nella sua comunità, si respira un clima di festa, già alla vigilia della mia visita, si riuniscono per salutarmi e darmi il

 “benvenuto”. Alla sera consumiamo la cena che la famiglia di Donna Rita ha preparato per tutti coloro che sono arrivati

 per la celebrazione della messa.. Allora sono partito alla mattina del 23 di gennaio insieme a due giovani della parrocchia, una suora  e una ragazza, nata in Brasile, che era venuta a fare una visita  a Rio 

Branco per conoscere questa città e per conoscere la foresta amazonica. È una mia “lontana” parente, discendente da una famiglia  lucchese emigrata in Brasile alla fine del 1800, proveniente dal paesino di Mastiano, vicino a Ponte a Moriano (Lucca) e si chiama Cristiane Paolinelli. Porta lo stesso mio cognome, poiché  anche i miei bisnonni abitavano a nello stesso paese, prima di emigrare verso il paese di Castagnori in località “Paolinelli”.  Probabilmente le nostre famiglie nella seconda metà de 1800  abitavano nella stessa casa a Mastiano. Ecco che in questo viaggio ho voluto invitarla a fare questa bellissima esperienza in canoa selvaggia  e affascinante foresta Amazzonica. Sono andato a prenderla a Rio Branco dove era ospite della mamma dell'amica Marilene

, sposata a Lucca. Siamo partiti in macchina percorrendo circa 85 km. dove abbiamo incontrato

 il Rio Antimarì, dove la barca ci aspettava per accompagnarci fino alla comunità S.Rita dopo 4 ore di canoa. Durante il viaggio non sono mancate le sorprese... Ogni tanto si incontravano sopra le nostre teste alcune scimmiette che saltavano da un albero all'altro quasi che volassero,. Alcuni piccoli coccodrilli che se ne stavano al sole lungo la riva del fiume. Alcune tartarughe che si erano arrampicate su dei tronche d'albero che affioravano dall'acqua, si tuffavano 

rapidamente nell'acqua alla vista del nostro passaggio, abbiamo fatto una sosta a metà del cammino per incontrare alcune persone che avevano chiesto una visita del missionario, per creare una nuova Comunità.  Ci siamo intrattenuti brevemente per conoscere 

quante famigli vivono in quella Zona della foresta. Là vivono molte famiglie che da diversi anni non hanno incontrato il missionario e hanno chiesto il battesimo dei propri figli. Alle ore 2 del pomeriggio siamo arrivati presso la Comunità  ”S. Rita”. Abbiamo scaricato dalla barca i nostri bagagli e e ci siamo diretti verso la casa di Donna Rita che ci aveva preparato da mangiare. Abbiamo fatto un dormitina sulla amaca, quindi dopo cena abbiamo celebrato la Messa con tutta la comunità riunita.  Dopo la messa ci siamo preparati per dormire. Abbiamo agganciato le nostre amache e, nel silenzio della notte abbiamo cercato di prendere sonno. Al mattino seguente, dopo colazione, abbiamo preparato i nostri bagagli per riprendere il cammino di ritorno. Il tempo ci ha assistito con un

 clima primaverile e senza pioggia, poiché in questo periodo piove tutti i giorni! 

Abbiamo passa

to due giorni bellissimi che mi hanno aiutato a rilassarmi dal pensiero di dover lasciare la Parrocchia di Bujarì e di non poter prossimamente ritornare a visitare e celebrare la messa con quella comunità. Ci siamo salutati con un poco di tristezza. Ma ho la speranza che un giorno possa ritornare a fare una visita. Chissà? arrivati alla fine de viaggio in canoa abbiamo ripreso il viaggio in macchina . Ho accompagnato Cristiane e Elane a Rio Branco, contento di avere offerto questa occasione di fare questo viaggio in canoa, ma soprattutto conoscere e vivere dei momenti di confratenizzazione e amicizia per la generosa ospitalità che ci hanno offerto queste famiglie. Cristiane porterà con sé un grato ricordo per quanto a visto e vissuto durante questi due giorni nella foresta . 


Bujarì 08 / 02 / 2009


lunedì 19 gennaio 2009

Il nuovo Prefetto

Il primo di gennaio di questo nuovo anno 2009 alle ore 19,30 presso la Camera Municipale,  il nuovo Sindaco del Municipio di Bujari, insieme ai consiglieri comunali   ha preso possesso dei  poteri di Amministratore politico del Comune di Bujari. Dopo una combattuta propaganda elettorale con comizi nella pubblica piazza,i due partiti  si sono contesi la sedia di Sindaco. Da un lato il Sindaco uscente, Michel, del "Partido dos trabalhadores ( PT ), aveva organizzato e realizzato varie iniziative per convincere la gente votare per lui, continuando, con il secondo mandato, ad amministrare il Municipio. Grande e rumorosa propaganda che ha riunito molta gente ad ascoltare le sue proposte,partecipate anche da senatori e deputati federali, alleati del medesimo partito. Dall'altro canto "Padeiro, candidato del PSDB ( Partito socialista democratico del Brasile )si opponeva al Sindaco uscente con una propaganda più modesta, quasi a dimostrare che non sarebbe riuscito a vincere le elezioni, anche se anche lui aveva chiesto aiuto dai senatori e deputati federali del suo partito. Questo quanto molta gente pensava vedendo poco entusiasmo nella propaganda da parte dei militanti del suo partito. Tutti ormai pensavano fino all'ultimo giorno che Michel avrebbe vinto le elezioni e avrebbe continuato a dirigere il Municipio con il secondo mandato,fino all'anno 2012. Ma con la sorpresa di molte persone , alla fine dello spoglio delle schede elettorali, la vittoria è stata di "Padeiro". Molte persone che speravano nella vittoria di Michel, sono rimaste senza parole e molto dispiaciute per la delusione che hanno avuto. A questo punto tutti hanno commentato su che cosa è stato realizzata  con il programma politico della amministrazione uscente, mettendo in guardia il nuovo Prefetto, che non deluda le aspettative che il "vecchio" Sindaco aveva promesso nella sua propaganda elettorale. Tutti ci aspettiamo che il nuovo Prefetto di Bujari sappia valutare le necessità primarie della Comunità  e si prenda carico di procurare il progresso di tutti i settori del municipio per il bene comune, soprattutto dove ci sono state dimenticanze che hanno messo a disagio diverse famiglie, soprattutto nella Area rurale e nella foresta. Confidando anche nei Consiglieri (veriadores) che fanno parte della Amministrazione Comunale, sappiano vedere prima di tutto il bene della Comunità e non gli interessi di parte.

Bujari 20 gennaio 2009

Fine Anno 2008

Siamo arrivati alla fine di un altro anno!  Anch'io, trovandomi qui nella Diocesi di Rio Branco - Acre - Brasile, sono arrivato al sesto anno di missione. In questi giorni il pensiero vola ricordando le persone più care, quasi come per raccontarci le nostre avventure della vita dell'anno che sta per finire. Ecco perché io desidero festeggiare la fine dell'anno con gli amici che posso incontrare, per brindare insieme al nuovo anno che sta per venire, con il desiderio per me e per tutti, che sia sempre migliore. Così l'anno che passa non lo voglio ricordare, quando non è stato favorevole ai miei desideri. Ma al contrario lo ricordo volentieri agli amici per godere insieme di tutto ciò che la fortuna ci ha beneficiato. Dobbiamo pensare tutti che Il cammino che tutti noi facciamo nel tempo è guidato dal Signore e dirige i nostri passi secondo la sua volontà, per il nostro bene. Ecco che anche questa volta ho salutato l' Anno 2008  insieme ai giovani della mia Parrocchia di Bujari. È stato l'ultimo fine anno che ho festeggiato con loro, poiché dal prossimo Febbraio 2009 devo andare ad accompagnare due parrocchie, che ancora non hanno un sacerdote che le accompagni nell'assistenza religiosa. Due diàconi permanenti già hanno assunto il proprio impegno pastorale. e già stanno lavorando da un anno in queste parrocchie. E d'ora in poi io mi unirò a loro per continuare il mio servizio in quelle 2  parrocchie che furono create l'anno scorso 2008.  Il clima di festa di questa gioventù mi ha fatto ricordare quei giovani che ho accompagnato nella mia esperienza pastorale, quando mi trovavo nella parrocchia di Lugliano (Bagni di Lucca) e di Monsagrati, dove preparavo  e realizzavo con loro la cena di fine Anno, gli incontri di fine settimana e i campeggi sulle dolomiti,  a Campo Imperatore in Abruzzo e  in Garfagnana. Dopo questo momento di festa e di Allegria, ho salutato il Nuovo anno 2009 a Rio Branco insieme agli amici : Nicola e Nadir, Luca e Stella, con cui spesso mi incontravo per passare qualche ora insieme in una cena di confraternizzazione. Ora, cominciando questo nuovo anno, devo conoscere luoghi nuovi, persone nuove e nuova esperienza. Spero che il Signore mi accompagni con la sua presenza di Padre amoroso, per assolvere il mio compito che mi è stato affidato. Per dire la verità, sono un poco preoccupato. Tutto è nuovo.  A questa mia età di 73 anni per me non è tanto facile accettare questi cambiamenti. Ma ho deciso di tentare... Voglio vedere come andrà....!    

Bujari 04 gennaio 2009

giovedì 25 dicembre 2008

COSA RESTA DEL NATALE ?


Il clima del natale, tra i grandi appuntamenti annuali, ci aiuterà ad entrare nel vero senso della solennità del Natale. Vuole essere un invito a pr
endere in considerazione ciò che non è il Natale cristiano, anche se a volte in buona fede siamo portati a crederlo. Siamo tentati di sollecitare i cristiani di buona volontà, a rivedere con giusto occhio, i modi concreti con cui spesso viene presentato, e siamo invitati a celebrare la Grande festa natalizia, sia nell'ambito mondano, che nelle nostre comunità cristiane. "Qual 'è il Natale che vale?"
Qualche anno fa'  un enorme pannello pubblicitario di Babbo Natale, con questa scritta, invitava tutti quanti a "regalarsi un Natale" degno di gente che conta. Si riferiva al "Supermercato", oggetto della pubblicità, come luogo della celebrazione, quale tempio nuovo adatto allo scopo. 
Questo particolare forse è uno dei tanti richiami capace di farci riflettere su come anche gli eventi più grandi della nostra fede, se non siamo vigilanti, ci vengono sempre più scippati da quello economico. La febbre da consumi è una realtà innegabile, che esplode in occasione di celebrazioni solenni. Il fatto che la società tipica dei nostri Paesi occidentali, basata sul neo-capitalismo selvaggio, ci offra un modello di vita materialista, non deve meravigliarci, più di tanto, perché tutto questo è perfettamente logico: "Consumare per produrre". Infatti chi non consuma 
non conta! Interi popoli sono cancellati dai "bilanci mondiali", perché non producono
 e non consumano. Ci deve invece preoccupare seriamente il da
to di fatto che troppi cristiani abbiano assimilato questa mentalità e adottato questo comportamento "mondano", anche nel celebrare le più importanti festività cristiane.  È facile constatare che questo modello è vissuto pure da molti cristiani, che poi canteranno felici e contenti: "Tu scendi 
dalle stelle e vieni in una grotta al freddo e al gelo.....". "Come le
 nostre Comunità preparano, celebrano e vivono il Natale?". La risposta è difficile. Non dimentichiamo che molti, specialmente la gente umile,vive le feste cristiane, ascoltando la Parola di Dio, nella preghiera, nell'Eucaristia e nella Riconciliazione, con la carità verso i fratelli più poveri. È bene però rivedere i modi con cui la Comunità cristiana aiuta o meno i suoi fedeli a celebrare e vivere in pienezza di fede questo grande evento del Signore Gesù. È una grave responsabilità tutta nostra, offrire una precisa testimonianza al "Mondo" che forse inconsciamente attende Cristo, Salvatore  di tutti. In questo caso, se noi non siamo trasparenti e coerenti, certamente non possiamo darne la colpa ad altri.... E riflettiamo:- O Signore, in un mondo in cui tutto è in vendita, ricordaci che la verità non si compra.- O Signore, in un momento in cui si compra di tutto, ricordaci che l'amore è gratuito. -O Signore, nei giorni in cui si è buoni per obbligo, ricordaci che la carità e pratica quotidiana. -O Signore, in un momento in cui si fanno doni intelligenti, ricordaci che una riconciliazione è il dono più intelligente. O Signore, in mezzo a una mostra 
di "panettoni" farciti, ricordaci che il povero non si sfama con la pubblicità. -O Signore, quando riuniamo le nostre famiglie per fare festa, ricordati che lo potremmo fare molto più spesso. -O Signore , mentre orniamo i nostri alberi luminosi, ricordati lo splendore discreto della tua "Croce". -O Signore, mentre andiamo festanti alla "Messa di Mezzanotte", ricordaci che non è il cenone di Capodanno. -O Signore, mentre ci affanniamo ad agghindarci per le feste, ricordaci che davanti a quel Bambini cade ogni maschera. -O signore,mentre ci confessiamo, ricordati che Tu sei la nostra gioia e il nostro regalo, ogni giorno dell'anno, di ogni anno, per l'eternità.
  
 Bujari- Acre - Natale 2008

mercoledì 12 novembre 2008

Le bambine invisibili

Vittoria Savio, maestra in pensione racconta....
Visitando una Comunità"Quechua" situata sulle "Ande" a 3.500 m. sul livello del 
mare ha conosciuto la triste storia che vivono le bambine di queste povere famiglie, che
 vivono in questa Zona, quasi dimenticata dagli 
uomini. Le mamme che incontrano difficoltà per le proprie figlie di garantire una condizione di vita per sopravvivere, affidano  le proprie figlie a un "padrino", o a una "madrina"(persone che credono per bene e con un tenore di vita buono: (come insegnanti, poliziotti, ingegneri), con la promessa di farle studiare in città, in cambio di un aiuto domestico. Andare in città con una madrina era quindi una buona occasione, perché le loro bambine riuscissero a sfuggire al destino di miseria e di fame che l'attendevano, rimanendo in famiglia. Studiare, leggere e scrivere  la lingua spagnola, essere ben vestite, rispettate  era il sogno di ogni mamma. Si aspettavano che, dopo alcuni anni la ragazzina sarebbe tornata a visitare la sua famiglia carica di regali. Invece svanivano nel nulla. In realtà i  
"padrini" e le"madrine" invece di mandare le "figliocce" a scuola, in molti casi le obbligavano a rimanere chiuse in  casa, o in casa di parenti e conoscenti, obbligandole a cucinare, lavare lenzuola per famiglie numerose. Della scuola non se ne parlava assolutamente, facendo sparire i propri documenti e spesso le loro tracce. Arrivai  a  "Cusco", la orgogliosa capitale dell'Impero "Incas", mi resi conto delle condizioni in cui vivevano. Erano soggette  ad ogni tipo di abuso. "Come era possibile che queste bambine si perdess
ero nel nulla?" "Come è possibile che non potessero  parlare con nessuno dei maltrattamenti a cui erano sottoposte e con l'aiuto delle autorità potessero ritrovare la loro famiglia?". Di fatto le bambine avevano spesso solo una vaga conoscenza della Zona in cui erano nate e cresciute: Si ricordavano solo della provincia che si estende per migliaia di km. Anche se il loro caso arrivava a qualche Ufficio Pubblico , non potevano
 sopportare i costi per la ricerca della loro famiglia in uno spazio così grande. Quindi preferivano munirle di un nuovo documento di identità, magari con il nome di 
una attrice famosa. Così se ne andavano con le loro trecce nere e un vestito sdrucito a cercare fortuna come pastorelle in mezzo agli altopiani sconfinati delle "Ande", o come domestiche nella prima città della valle, definitivamente tagliate fuori dalle loro famiglie di origine.  Gli organismi internazionali hanno scarsi mezzi per combattere  questa mentalità diffusa fra i "meticci" delle città "andine". Per loro è "normale" utilizzare le bambine "indie", come lavoratrici domestiche a tempo pieno , privandole della libertà, della famiglia, dell'istruzione. Maltrattate, abusate sessualmente e abbandonate alla fine in mezzo alla strada con un bambino in braccio e un futuro difficile. In questo modo sono obbligate a restare per sempre "invisibili" 
"Rosa: Una Storia emblematica. 
Un fratello maggiore affidò sua sorella; Rosa, a un proprietari terriero, come domestica, quando aveva 6 anni, senza più curarsi di lei, come aveva già fatto con altre 3 sorelle, in cambio di un gruzzolo 
di denaro. Nella piantagione di caffè, dove era stata confinata, è cresciuta in condizioni di semi-schiavitù, mangiando per terra , cucinando pentoloni più grandi di lei per i "peones". Fin dai 7 anni ha cominciato a subire ogni sorta di violenza fisica e psicologica da parte del "padrone" e dei "peones". All'età di 18 anni decise di fuggire. Apettò la notte, per scappare su un camion di frutta. In mezzo a banane e sacchi di "ananàs"incontrò
 una persona che che, dopo mille peripezie la mise in contatto con il "CAITH" ( Centro di Apoyo Integral a las Trabajadoras de Hogar): una casa-famiglia per aiutare le ragazze"invisibili" ad uscire dal loro isolamento e realizzarsi come persone. Rosa ha vissuto lì per 2 anni , lavorando e  imparando a gestire una "Piccola comunità". Con l'aiuto del
 "CAITH" ha ritrovato la mamma: una povera donna distrutta dalla miseria dell'alcol. La sua famiglia non c'era più. La vera famiglia di Rosa ora è il "CAITH", suo punto principale affettivo e sociale.  Qui Rosa ha imparato a sorridere, ma ancora un nodo di rancori da sciogliere. Ma l'affetto e la cura delle educatrici del "CAITH" potrebbero aiutarla a rimarginare un poco per volta le sue ferite ancora sanguinanti.

Bujarì Acre 12 novembre 2008



martedì 28 ottobre 2008

La Meessa in lingua italiana a Rio Branco

Dopo ben 5 secoli dalla scoperta dell'America sono passati sulle "strade" del Brasile molti missionari italiani, per evangelizzare i popoli che abitavano in questo immenso e inesplorato Paese. L'evangelizzazione e la conversione erano i due più importanti principi del missionario. Purtroppo, nella buona volontà, della chiesa cattolica, di convertire tutti, scomparvero: riti, culti, liturgie e tradizioni, che questi popoli avevano portato con sé nelle grandi emigrazioni dai paesi di origine. Con il progresso e con il passar degli anni le distanze sono diventate più corte, e le frontiere che dividono le nazioni si sono aperte, molte persone di differenti culture, razze, popoli e religioni si incontrano. Anche nell'Acre ( uno Stato della confederazione politica del Brasile) si incontrano diversi italiani che vengono a visitare i missionari italiani che operano nella Diocesi di Rio Branco. Così negli anni passati, prima del 2008 è nata anche qui una Associazione culturale italiana: . Questa Associazione ha lo scopo di far conoscere la lingua, la cultura e la tradizione italiana in questa Zona del Brasile. Ecco che in seguito fu anche programmato di preparare e organizzare anche una celebrazione della S. Messa in lingua italiana. Così nel giorno 18 ottobre di questo anno 2008 alle ore 20 Don Luigi Paolinelli , missionario italiano in questa Diocesi, ha celebrato per la prima volta la S. Messa in lingua italiana. Erano stati incitati a concelebrare altri missionari italiani, ma per impegni pastorali nelle proprie parrocchie non hanno potuto partecipare e concelebrare. Sono stati distribuiti moti inviti per questa prima celebrazione, ma evidentemente essendo una cosa molto nuova, hanno partecipato circa 150 persone. insieme a tutti gli eventi culturale che questa Associazione avrà in programma nel prossimo futuro, anche l celebrazioni della chiesa cattolica aiuti a stingere rapporti sempre più stretti e a creare un dialogo per lo sviluppo e la realizzazione di una convivenza umana fra le persone di differente origine, cultura, razza e nazione. 

Bujarì 28 ottobre 2008