sabato 6 giugno 2009

Questo matrimonio s'ha da fare!...

Da più di 30 anni alcuni sacerdoti lucchesi lavorano come missionari nella Diocesi di Rio Branco. Questa Zona de Brasile, sconosciuta alla maggior parte della gente, è entrata nella Storia! Per cui diversi lucchesi, ma soprattutto giovani, sono andati a passare alcune settimane di ferie per visitare questi nostri compaesani missionari, portando notizie e saluti da Lucca e dintorni. Durante questo tempo di visite, alcuni hanno incontrato ragazze, si sono innamorati, se le sono sposate e le hanno portate a Lucca. Alcuni però hanno preferito stabilirsi in Acre, come Nicola di Grazia e Nadir Silva de Souza che abitano a Bujarì.  Anche un certo Luca Casotti è venuto come missionario laico, inviato dal C.E.I.S di Lucca per realizzare un progetto per la costruzione di un Centro di recupero per tossicodipendenti e alcoolizzati. Durante questi anni passati conobbe una ragazza di nome Stella Cordovil, che volle condividere la sua vita con Luca. Dopo qualche tempo combinarono di sposarsi. Celebrarono il matrimonio civile, senza molte cerimonie, quasi segreto! Dopo alcuni anni la sposa Stella, desiderando sempre di ricevere la benedizione del Signore, voleva celebrare  il Sacramento del Matrimonio. Ma Luca non era tanto interessato e rimandava sempre questo momento! Allora alcuni amici cercarono di convincerlo a fare un piacere a Stella, poiché lo desiderava tanto. Finalmente fu celebrato il Sacramento del Matrimonio. Naturalmente i missionari Lucchesi parteciparono alla  solenne celebrazione. Dopo di che tutti, amici e parenti, parteciparono al pranzo, offerto dagli sposi. Tutti contenti e soddisfatti ringraziarono e ... pensarono:"Quando si celebrerà un altro matrimonio di un lucchese con una ragazza brasiliana?

Rio Branco 07 Giugno 2009

venerdì 5 giugno 2009

Parenti che non conoscevo...!


La vita offr
e sempre una sorpresa..! Da circa otto anni sono missionario in Brasile nella diocesi di Rio Branco nello Stato dell'Acre. Mentre me ne stavo seduto alla scrivania per mandare alcuni messaggi per E-mail agli amici lontani, mi sento "chiamare" per lo Skype da una persona sconosciuta. Sorpreso, rimango senza parole. Poi rispondo con sincerità di sì. Conversando, siamo arrivati a conoscerci tanto bene che ci siamo accorti che dalla stessa famiglia che abitava a Mastiano sono partiti alcuni come emigranti per il Brasile, mentre altri  sono emigrati a Castagnori, dove c'è la mia casa paterna. Infatti nel lontano 1870 un certo Paolinelli Silverio partì come emigrante per dimorare a "Carmopoli": piccolo Municipio vicino a Belo Horizonte nello Stato di Minas Gerais. Così nella stessa epoca uno zio, o cugino, si era trasferito come agricoltore a Castagnori, piccola Frazione del Comune di Lucca, dove sono 
nato anch'io. Mi sono rammaricato
 un poco, perché erano diversi anni che mi trovavo in Brasile e non sapevo che esistessero dei lontani parenti in Brasile. Molte volte mi hanno invitato a fare una visita. Cosicché un giorno mi sono deciso. Nell'occasione della inaugurazione dell'Associazione "Lucchesi nel Mondo" a Belo Horizonte, sono partito per fare questa visita . Arrivato all'aeroporto mi incontrai per la prima volta con Claudia Paolinelli che mi accompagnò a dormire in un appartamento di uno zio. Per 4 giorni  visitai
 queste famiglie di parenti. Dopo la inaugurazione della Associazione, Magno Paolinelli mi accompagnò a "Luz" altro Municipio dove risiedono
 molte famiglie del parentato "Paolinelli". l'incontro
 con questi parenti fu molto emozionante per la grande accoglienza che mi offrirono, Soprattutto quando incontrai un vecchietto di 86 anno nella sedia a rotelle che assomigliava a un mio vecchi zio che aveva lo stesso nome
 e cognome: Francisco Paolinelli. Insieme ai fratelli Benedetto e Ernesto Paolinelli, passammo alcuni giorni ospiti di questi parenti, visitammo la Fazenda "CRUZEIRO"
 dove si raccoglie circa 8.000 litri di latte ogni giorno. Celebrai la messa nella cattedrale di Luz. Ebbi anche l'occasione di fare una visita al vescovo della Diocesi di Luz. Infine visitai la famiglia di Màrcia Paulinelli,  e la famiglia di João e Marlene Paolinelli. ogni volta che me ne andavo dalle loro case mi invitavano a ritornare un'altra volta, per passare alcuni giorni in loro
 compagnia.
 Gli ultimo giorni del mio soggiorno li passai a "Carmopoli",  e lì vidi la prima casa ancora ben conservata dove abitò Silverio
 Paolinelli, quando venne emigrante dall'Italia. Il nome "Paolinelli  si incontra in tutti gli angoli e lungo le strade del Municipio. perfino una
 "Avenida" dentro il municipio è intitolata a Francisco Paolinelli. Sembra che in totale qui a Carmopoli ci siano tuttora circa 700 famiglie con questo cognome. Sono contento ora a sapere che qui "vicino" ci sono dei miei lontani parenti.  
Rio Branco 08 marzo 2009

martedì 3 marzo 2009

CAMPEGGIO GIOVANI - BUJARÌ 2009

Già da sette anni il gruppo giovani della parrocchia di Bujarì, prepara il "Campeggio ( che qui chiamano : "Retiro" . Anche quest'anno i giovani, già dagli ultimi mesi dell'anno scorso 2008, hanno preso alcune iniziative per raccogliere fondi per sostenere le spese per il campeggio, sia per il trasporto, poiché è necessario un pulman per arrivare al luogo del campeggio, e per l'alimentazione. Hanno preparato piatti tipici,  come la "panqueca", dolci vari, budini "churrasquinhos", ( spiedini di carne alla brace") e diversi tipi di creme alla frutta. Ogni domenica, dopo la celebrazione della messa, hanno  preparato un un Banco di "vendita", con una "Tombola" in cui i premi erano polli arrosto già preparati per mangiare, e dolci.  Arrivato il giorno della partenza, i giovani dell' "Equipe" di animazione della "Pastorale giovanile" ha preparato il programma da svolgersi nei i giorni di "campeggio". Durante la settimana di "Carnevale" in Brasile ci sono 5 giorni di vacanza. Molti vanno a festeggiare il Carnevale nelle città e nelle discoteche. Questi giovani scelgono ogni anno di ritrovarsi tutti insieme per fare questa esperienza, di fraternità, amicizia, per studiare, pregare, cantare e divertirsi e giocare al calcio a palla a volo e altri giochi da tavolo creando un vero e proprio torneo, che alla fine viene premiato la "squadra che riesce ad accumulare più punteggio. Tutti i giovani che si sono iscritto al campeggio, alla sera del 20 di febbraio sono partiti alla volta di "Campinas", a circa 80 km. da Rio Branco, dove alcuni giovani insieme a me erano arrivati il giorni prima per preparare l'ambiente pulito e accogliere il gruppo che sarebbe arrivato la notte dopo. Prima dell'arrivo dei giovani Valmor ha ucciso una vacca  che è stata offerta insieme a Don Luigi per il campeggio. La carne che avanzata fu donata per il Seminario minore della diocesi di Rio Branco insieme a 4 sacchi di limoni raccolti nella piantagione nella colonia dell'amico Valmor. Il pulman dei giovani finalmente è arrivato dopo una lunga attesa... Era quasi mezzanotte! Questo per causa di un guasto che in breve fu riparato. Subito tutti hanno preso il loro equipaggiamento e hanno cominciato a preparare il proprio posto per dormire. Dopo una cena a caffè e latte!!!... Tutti a dormire!!!  Il programma che è stato svolto in questo  campeggio, si è concentrato sul tema della "Campanhna da fraternidade" 2009.  che la "Chiesa del Brasile" quest'anno  propone, per tutte le Parrocchie, per tutte le pastorali e Comunità religiose un itinerario comune per vivere la Quaresima e preparare la Pasqua, con questo tema: Fraternidade e segurança publica" con il titolo:" A Paz é fruto da Justiça". Il primo giorno, alla presentazione della "Campanha da fraternidade" si sono formati 5 gruppi di lavoro, per approfondire, studiare e conoscere meglio questo grave problema che il Brasile sta vivendo a rispetto della sicurezza. La cronaca di tutti i giorni è piena di gente che muore, dopo liti e violenze, uccise da persone che possiedono armi di ogni tipo, a causa della libertà di comprare con enorme facilità armi e munizioni senza nessun controllo. I conflitti . le liti e le prepotenze finiscono quasi sempre con un morto!  Questi giovani si sono impegnati a prendere coscienza di questa realtà e cercare di dare una testimonianza di dialogo ogni qualvolta si incontrano in qualche conflitto e liti, aiutando gli altri a creare un clima di dialogo e di rispetto nella fraternità, perché non succeda di perdere la vita che è un bene prezioso per tutti ed è bello viverla nella concordia e pace con tutti. Il mio desiderio era di poter partecipare di questo campeggio. Il tempo non è stato tanto favorevole, perché  la pioggia, che è caduta tutti i giorni ho disturbato e ritardato molte attività. ma con tutto questo i giovani hanno sfidato  la pioggia non curandosi dell'acqua che cadeva ininterrottamente. È l'ultimo campeggio  che faccio con i "miei" giovani di Bujarì, poiché da questo anno 2009 non sono più parroco di S.Giovanni Battista di Bujarì. Non so se  potrò condividere ancora l'esperienza di questi giovani che amavo come miei figli, per i quali mi ero prodigato molto, perché ora devo accompagnare due parrocchie nuove, che non conosco.  Dovrà passare tempo, prima di sentirmi parte di queste nuove comunità parrocchiali. Può darsi che un sacerdote non debba "attaccarsi" troppo... e... sia necessario cambiare  per non correre il rischio di affezionarsi troppo. Ma io penso che c'è sempre nel cuore di ogni persona un amore speciale per qualche persona, che la spinge a vivere con impegno e allegria la propria vocazione con entusiasmo e serenità.   Se Dio me lo concederà, vorrei ancora passare un giorno con loro durante il ritiro, perché questa esperienza mi riempia il cuore di allegria e pace. Ringrazio anche tutti questi giovani per la stima e l'amicizia che mi hanno dimostrato, anche se qualche volta ci sono stati dei malintesi e  differenti maniere di pensare. Ma tutto questo fa parte dell'esperienza della vita per crescere, imparare e sentirsi liberi da vincoli che a volte ci rendono schiavi di strutture che non ci lasciano la libertà di fare delle scelte giuste.
Bujarì 25 febbraio 2009
 

mercoledì 18 febbraio 2009

Passeggiata in campagna

Dopo la bellissima e emozionante avventura in canoa nel Rio "Antimarì" La nostra amica Cristiane Paolinelli, venuta a visitare l'Acre, non poteva ritornare via senza conoscere la campagna. Io l'ho accompagnata a visitare una famiglia di agricoltori, per conoscere meglio la vita della campagna, dove lavorano e coltivano nelle loro piccole proprietà di terra. È necessario passare qualche giorno con loro, per conoscere il lavoro e i prodotti che raccolgono. In questa Zona dell'Acre ci sono grandissime "Fazendas" che allevano bovini e occupano ail 70% del territorio di questo Stato. Ci sono anche famiglie che possiedono piccoli appezzamenti di terreno,dove lavorano per sostenere la loro famiglia. La famiglia che abbiamo visitata è formata da 4 persone: il papà Valmor, la mamma Helga, la figlia maggiore Aline e l'altra minore Adriane. Valmor si dedica tutto il giorno al lavoro della campagna, preparando il pasto per le vacche e seminando erba nuova per arricchire il terreno di alimento per i bovini. Helga da 20 anni è maestra nella piccola scuola per alfabetizzare i ragazzi nei primi 4 anni di scuola elementare.Le figlie con la mamma aiutano, nei momenti di più necessità, il babbo nel lavoro della campagna. Già da diversi anni il papà si dedica solo all'allevamento di bovini, abbandonando il lavoro di semina e di raccolta del riso, dei fagioli e del mais, che sono i principali prodotti della zona, perché il clima caldo e umido non permetteva di poter lavorare tutto il giorno nel campo. Però non lascia di mantenere le piante di molte frutta che sono raccolte per fare degli ottimi succhi, che non mancano mai sulla tavola al momento del pranzo. non sono mancati momenti per fare delle passeggiate in mezzo ai ampi verdi dove le vacche curiose ci guardavano sospettose. Anche qualche tuffo nelle acque dei piccoli laghi artificiali per dare da bere ai bovini,  intanto approfittavano di un poco di refrigerio in questi caldi giorni di sole.  Questa famiglia è molto accogliente e dà ospitalità a tutti gli amici che desiderano passare qualche tempo in loro compagnia. Molte persone che sono venute dall'Italia e da Lucca per visitare l'Acre, sono state ospiti di questa famiglia. Nessuno si dimentica della loro generosa accoglienza. Tornado, ciascuno a casa, porta con sé un ricordo bellissimo dei giorni trascorsi in loro compagnia. Anche la nostra amica Cristiane se ne ritorna a casa, felice di avere conosciuto questa simpatica famiglia. Ora tutti vorrebbero ricambiare questa accoglienza, se qualcuno di questa famiglia potesse tornare a visitare l'Italia per essere ricambiato di tutto quello che ha offerto a quelli che sono stati ospiti  della sua famiglia. 

Rio Branco 16 febbraio 2009
Passeggita nella campagna

domenica 15 febbraio 2009

ADDIO BUJARÌ!!!

Da 7 anni dal mio arrivo a Rio Branco nel settembre dell'anno 2002, faccio il mio servizio pastorale nella Diocesi di Rio Branco. Mi fu assegnato il compito di accompagnare le Comunità di due grandi aree della periferia della diocesi: ciascuna composta da

 20 e 30 Comunità. Alla fine dell'anno 2005, fui chiamato a fare solo il

 mio servizio pastorale nell'Area rurale e foresta della Comunità di Bujari . Io fui molto contento di essere sgravato da un servizio molto pesante, perché la visita alle varie Comunità 

mi costringeva continuamente a percorrere strade di terra e di fango, compromettendo la mia resistenza  fisica, anche se ero già abituato per l'esperienza di camionista negli anno passati.  Cominciando ad accompagnare la Comunità di San Giovanni Battista di Bujari, cercai di realizzare vari progetti per creare il centro parrocchiale, la segreteria, e due stanze per la mia abitazione. Così piano piano,si portò a compimento la costruzione del Centro parrocchiale. Ma la chiesa cominciava ad essere molto piccola perché la popolazione aumentava rapidamente di giorno in giorno. Era una piccola chiesetta costruita 30 anni fa'.  Era vecchia e  aveva molto bisogno di essere ristrutturata, perché era in pericolo di crollare. Allora cominciai a pensare di costruire la nuova chiesa parrocchiale. Era un sogno ! Ma nella mia mente volevo in tutti i modi realizzarlo. Quando fui ricoverato in ospedale a Rio Branco per una dolorosa “artrite reumatoide”, che per 23 giorni mi fece molto soffrire. Durante una delle notti insonni per il dolore, sognai che ero ritornato a Bujari e entrai nella nuova Chiesa, tutta perfettamente costruita, per celebrare la messa. Sì! Fu un sogno!  Ma io volevo che quel sogno tornasse realtà. Per questo che mi impegnai

 economicamente con un mio contributo personale alle spese per la realizzazione della Chiesa. Nel frattempo il vescovo di Rio Branco volle che questa Comunità di Bujarì diventasse parrocchia. Così nell'occasione della celebrazione della festa del PatronoSan Giovanni Battista” il 24 giugno del 2006  Dom Joaquin la  proclamò Parrocchia, con una solenne celebrazione,  fui  nominato il primo parroco di questa nuova parrocchia e mi consegnò simbolicamente  la "Chiave della chiesa". E ora .!? Arrivato all'anno 2008 il Vescovo mi ordinò di lasciare la parrocchia, per assumere un altro servizio. Quando mi ordinò di fare il mio servizio

 nella Zona Tansacreana insieme alla Zona di “Porto Acre”, mi sentii perso e preoccupato per questo nuovo servizio per me e per la mia età molto difficile. Non avrei avuto la forza di farlo per le grandi distanze e per le difficoltà delle strade di terra e fango. In quei giorni, riflettendo a lungo e passando anche diverse notti a pensare quale decisione prendere. In un primo momento decisi di ritornare a Lucca definitivamente. Ma io  volevo terminare questo mio servizio missionario alla fine del 2010 per ritornare a Lucca e celebrare il 50° anniversario della mia ordinazione sacerdotale nella piccola chiesa della parrocchia , dove sono nato, dove sono stato battezzato, dove ho fatto la mia prima comunione e dove ho celebrato  la mia prima 

 Messa il 29 giugno 1961.  Dopo alcune settimane fui chiamato a prestare il mio servizio solo nelle due parrocchie di “Porto Acre” e “V” dove due Diaconi permanenti accompagnano le comunità delle 2 parrocchie. In quel momento ho pensato di tentare questa nuova esperienza.  Perché tutto è nuovo: ambiente nuovo, persone nuove, Parrocchie e Comunità nuove. Non è facile per la mia età dover ricominciare tutto da capo. Mi da una grande preoccupazione e al pensiero mi sento un poco perso!  Dire “Addio a 

Bujarì” non è stata una cosa facile, dopo 3 anni che abitavo in quella parrocchia, dove ora cominciavo a conoscere tutti. Fui investito di una profonda tristezza al pensiero di dover abbandonare questa “Comunità”, dove avevo trovato un luogo tranquillo, circondato da amici e gente molto accogliente e disponibile a una generosa ospitalità. E la “Chiesa parrocchiale?”Tutti i giorni guardavo quella chiesa in costruzione, pensando : “Quando si potrà terminare?

”Nella metà dell'anno 2008 siamo stati costretti a fermare il lavoro per mancanza di denaro. I fondi erano esauriti! Si pensava di completare la costruzione del prossimo anno 2009. Ma ahimè! Tutto quello che era un sogno svanisce nel mio pensiero. Nel mese di gennaio di questo anno ho dovuto togliere tutto quello che avevo comprato per ammobiliare le mie 2 stanze. Ho regalato un poco' qua e un là agli amici quello di cui potessero aver bisogno. Ora sono ritornato ad abitare nella casa Parrocchiale a Rio Branco, insieme a Padre Massimo Lombardi e Padre Luigi Pieretti,  Missionari di Lucca che fanno il servizio pastorale insieme a me nella Diocesi di Rio Branco.  Poiché nelle 2 nuove Parrocchie non c'è una casa dove abitare , tutte le settimane devo partire da Rio branco e percorrere 45-60 km. per visitare e celebrare nelle comunità delle 2 parrocchie. Questo cambiamento, ha provocato molta fatica fisica e morale, perché mi ero ben ambientato

 e ero contento di fare il mio lavoro in quella Parrocchia, anche se spesso nel periodo delle piogge ero costretto camminare a piedi per 3 -4 km. per visitare le comunità della Zona rurale, comprese  le comunità lungo il “Rio Antimarì” navigando per 3-5 ore di canoa. Spero di potermi abituare in questa esperienza nuova e servire questa Chiesa di Rio Branco fino alla fine del prossimo anno 2010. Confido  nel  Signore  e chiedo coraggio, volontà e costanza per continuare a servirlo nei miei fratelli nella fede.  Voglio invocare la luce dello Spirito Santo, perché mi accompagni e  illumini il mio cammino. per questo ho confidato in Lui e sono certo che mi aiuterà.


Bujarì 08 febbraio 2009   


mercoledì 11 febbraio 2009

ULTIMO VIAGGIO!!

Ultimo viaggio nel Rio Antimari

Alla fine dell'anno 20008 stava per terminare il mio servizio nella Parrocchia di Bujarì, perchè il vescovo Dom Joaquin mi ha comandato di spostarmi e  di assumere un servizio in due parrocchie in località “VE” e “Porto Acre”.  Ho voluto fare l'ultima visita 

a una Comunità che si trova lungo il Rio Antimari. La comunità Santa Rita è stata quella che ho amato di più. Donna

 Rita da molti anni sta guidando la comunità con molto impegno, accompagnando il cammino di catechesi, specialmente ai genitori per il battesimo dei propri figli, per la prima comunione e la Cresima. È stimata e ascoltata in ogni momento che presiede il Culto alla domenica

  o insegna i canti per animare la liturgia. Ogni volta che arrivo nella sua comunità, si respira un clima di festa, già alla vigilia della mia visita, si riuniscono per salutarmi e darmi il

 “benvenuto”. Alla sera consumiamo la cena che la famiglia di Donna Rita ha preparato per tutti coloro che sono arrivati

 per la celebrazione della messa.. Allora sono partito alla mattina del 23 di gennaio insieme a due giovani della parrocchia, una suora  e una ragazza, nata in Brasile, che era venuta a fare una visita  a Rio 

Branco per conoscere questa città e per conoscere la foresta amazonica. È una mia “lontana” parente, discendente da una famiglia  lucchese emigrata in Brasile alla fine del 1800, proveniente dal paesino di Mastiano, vicino a Ponte a Moriano (Lucca) e si chiama Cristiane Paolinelli. Porta lo stesso mio cognome, poiché  anche i miei bisnonni abitavano a nello stesso paese, prima di emigrare verso il paese di Castagnori in località “Paolinelli”.  Probabilmente le nostre famiglie nella seconda metà de 1800  abitavano nella stessa casa a Mastiano. Ecco che in questo viaggio ho voluto invitarla a fare questa bellissima esperienza in canoa selvaggia  e affascinante foresta Amazzonica. Sono andato a prenderla a Rio Branco dove era ospite della mamma dell'amica Marilene

, sposata a Lucca. Siamo partiti in macchina percorrendo circa 85 km. dove abbiamo incontrato

 il Rio Antimarì, dove la barca ci aspettava per accompagnarci fino alla comunità S.Rita dopo 4 ore di canoa. Durante il viaggio non sono mancate le sorprese... Ogni tanto si incontravano sopra le nostre teste alcune scimmiette che saltavano da un albero all'altro quasi che volassero,. Alcuni piccoli coccodrilli che se ne stavano al sole lungo la riva del fiume. Alcune tartarughe che si erano arrampicate su dei tronche d'albero che affioravano dall'acqua, si tuffavano 

rapidamente nell'acqua alla vista del nostro passaggio, abbiamo fatto una sosta a metà del cammino per incontrare alcune persone che avevano chiesto una visita del missionario, per creare una nuova Comunità.  Ci siamo intrattenuti brevemente per conoscere 

quante famigli vivono in quella Zona della foresta. Là vivono molte famiglie che da diversi anni non hanno incontrato il missionario e hanno chiesto il battesimo dei propri figli. Alle ore 2 del pomeriggio siamo arrivati presso la Comunità  ”S. Rita”. Abbiamo scaricato dalla barca i nostri bagagli e e ci siamo diretti verso la casa di Donna Rita che ci aveva preparato da mangiare. Abbiamo fatto un dormitina sulla amaca, quindi dopo cena abbiamo celebrato la Messa con tutta la comunità riunita.  Dopo la messa ci siamo preparati per dormire. Abbiamo agganciato le nostre amache e, nel silenzio della notte abbiamo cercato di prendere sonno. Al mattino seguente, dopo colazione, abbiamo preparato i nostri bagagli per riprendere il cammino di ritorno. Il tempo ci ha assistito con un

 clima primaverile e senza pioggia, poiché in questo periodo piove tutti i giorni! 

Abbiamo passa

to due giorni bellissimi che mi hanno aiutato a rilassarmi dal pensiero di dover lasciare la Parrocchia di Bujarì e di non poter prossimamente ritornare a visitare e celebrare la messa con quella comunità. Ci siamo salutati con un poco di tristezza. Ma ho la speranza che un giorno possa ritornare a fare una visita. Chissà? arrivati alla fine de viaggio in canoa abbiamo ripreso il viaggio in macchina . Ho accompagnato Cristiane e Elane a Rio Branco, contento di avere offerto questa occasione di fare questo viaggio in canoa, ma soprattutto conoscere e vivere dei momenti di confratenizzazione e amicizia per la generosa ospitalità che ci hanno offerto queste famiglie. Cristiane porterà con sé un grato ricordo per quanto a visto e vissuto durante questi due giorni nella foresta . 


Bujarì 08 / 02 / 2009